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dei Santi martiri Sergio e Bacco e dell'icona di Nostra Signora di Žyrovici

Жировицька Богородиця

Epifania, la Manifestazione della Santissima Trinità (6 gennaio)

Bohojavlennia 2"La Trinità, il nostro Dio si è inseparabilmente manifestato oggi,
perché il Padre ha dichiarato affinità mediante la testimonianza rivelata.
Lo spirito discese dal cielo sotto forma di colomba.
Liberare da schiavitù, perché è un amante degli uomini"
(dall'inno della vigilia della festa).

Nella tradizione orientale il 6 gennaio si celebra il Battesimo di Gesù, l'Epifania della sua divinità. L'Epifania (dal tardo latino epiphanīa che derivato dal greco ἐπιϕάνεια (epiphàneia) significa manifestazione, apparizione da sopra. Ma questa festa più che epifania è una Teofania (Θεοφάνια 'manifestazione della divinità') perché al battesimo di Cristo apparve la Santissima Trinità, per testimoniare la sua divinità. La festa del Battesimo del Signore mostra una delle verità più grandi e profonde della nostra fede: il mistero della Santissima Trinità. Come spiega San Giovanni Crisostomo nella sua Omelia 36 sul Battesimo, "Non è il giorno nel quale Cristo è nato che si può chiamare teofania, ma il giorno in cui

Egli fu battezzato. Non è con la Sua nascita che si è manifestato a tutti, ma con il Suo battesimo. Prima del giorno del Suo battesimo, Egli non era conosciuto dalla gente".

Secondo Giovanni Crisostomo, Epifania ha una connotazione cristologica, mentre Teofania una trinitaria, perchè è avvenuta la manifestazione di Dio uno e trino. Nell'inno della Vigilia dell'Epifania si canta: 'Trinità, Dio nostro, oggi sei apparso indivisibile. Il Padre, infatti, ha dato una chiara testimonianza del Figlio, lo Spirito in forma di colomba è sceso dal Cielo, Il Figlio ha chinato il suo capo intemerato davanti al Precursore ed essendo stato battezzato ha riscattato l'umanità dalla schiavitù quale amico degli uomini".

"Il santo giorno delle luci prende il suo principio dal battesimo del mio Cristo, la vera luce che illumina ogni uomo che viene nel mondo. Egli opera la mia purificazione e soccorre la luce che avevamo ricevuto da lui dall’alto all’inizio e che abbiamo oscurato e intorbidato a causa del peccato", esclamò Efrem il Siro nel suo inno. "Il Cristo appare al mondo, lo illumina e lo riempie di gioia, santifica le acque e spande la voce del Genitore, infatti, ti rendeva testimonianza, chiamandoti Figlio diletto, e lo Spirito Santo, sotto forma di colomba".

L'evento è descritto nei quattro Vangeli (Mt 3, 13-17; Mc 1, 9-11; Lc 3, 21-22; Gv 1, 29-34). Nella solennità si celebra non soltanto un avvenimento storico, che inaugurò la vita pubblica di Gesù, ma la manifestazione divina della salvezza, la figliolanza divina di Gesù Cristo e la presentazione del mistero del battesimo cristiano che apre la porta dei cieli per noi. Il sacramento del battesimo (gr. βαπτίζω, da βάπτω 'immergo') istituito direttamente dal Signore Gesù Cristo sta in riferimento del battesimo dello stesso Gesù Cristo al Giordano. Tertulliano scrisse: "Quest'acqua ci lava dai peccati al tempo della nostra antica cecità" (De baptismo, I, 1). Secondo San Gregorio Nazianzeno, l'acqua santificata dal battesimo del Signore divenne un segno che comunica la vita nuova. Nel II secolo Erma scriveva: "Gli uomini discendono morti nell'acqua e ne risalgono vivi", interpretando il battesimo come il passaggio dalla morte alla vita.

Al battesimo è legato il perdono dei peccati ciò è stato evidenziato anche nel Credo niceno-costantinopolitano. San Paolo scrisse: "Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova" (Rm 6, 4). Il battesimo assume il suo senso mediante il mistero pasquale. Nel suo trattato sulla Risurrezione Tertulliano scrisse: "consepultos Christo in baptismate et conresuscitatos in eo per fidem efficatiae" (De resurrectione, 23, 1) e poi "per simulacrum enim morimur in baptismate, sed per veritatem resurgimus in carne, sicut et Christus" (Idem., 47, 11-12).

La Natività ed il Battesimo del Signore fino al IV secolo nell'Oriente si celebravano insieme nello stesso giorno. Gli Uffici delle due feste sono simile nella loro struttura: nel Battesimo si vede il completamento della Natività. Alla fine del IV secolo, la festa della Natività di Cristo e il culto dei re magi vengono separati dall'Epifania e il 6 (19) gennaio diventa solo la festa del Battesimo di Cristo. Le prime testimoniainze della celebrazione del Battesimo del Signore arrivano dall'Egitto, Siria e Asia Minore.

La festa è stata già menzionata da San Clemente di Alessandria (150-215) (Clemente Alessandrino, Stromata 1, 21, 146). L'Epifania nel III secolo è stata menzionata negli Uffici di Sant'Ippolito di Roma (+ 235 ca) e di San Gregorio di Cesarea (+ 270), e nel IV secolo. Nei Decreti Apostolici, opera del IV secolo, si dice di questa festa: "Celebrino la festa dell'Epifania, perché in quel giorno apparve la divinità di Cristo, di cui il Padre testimonia al battesimo e lo Spirito Santo a forma di colomba, indicando Cristo ".

Sotto l'imperatore bizantino Teodosio il Giovane (+ 450) l'Epifania divenne una festa nazionale. Proclo di Costantinopoli scrisse: "Il Cristo appare al mondo, lo illumina e lo riempie di gioia, santifica le acque e spande la luce nelle anime degli uomini. Il sole di giustizia apparve e dissipò le tenebre dell'ignoranza. Il Figlio unico del Padre si è manifestato a noi e ci dà, mediante il battesimo, la qualità di figli di Dio".

San Giovanni Crisostomo nel suo sermone dell'Epifania parla della benedizione dell'acqua santa a mezzanotte, "perché in questo giorno Cristo fu battezzato e santificata la natura dell'acqua". Dal V secolo la tradizione di benedire l'acqua avviene ovunque alla vigilia dell'Epifania. Gli storici bizantini Teodoro il Lettore (+ prima del 550) e Giorgio Kedrin (la fine del XII secolo) testimoniavano che il primo che introdusse l'usanza di celebrare la benedizione dell'acqua alla vigilia dell'Epifania fu il patriarca Pietro, contemporaneo dell'imperatore Zenone (474-491).

Nella Chiesa orientale la festa appartiene alle dodici grandi feste principali. Nella liturgia della festa sono incluse i canti liturgici di Anatolio di Costantinopoli (V secolo), Sofrone di Gerusalemme (VII secolo), inni di Cosma, Giovanni Damasceno e Germano, patriarca di Costantinopoli (VIII secolo), Teofane e Giuseppe lo Studita (IX secolo). Dal IV al IX secolo i grandi padri della Chiesa San Basilio Magno, San Gregorio il Teologo, San Giovanni Crisostomo, San Gregorio di Nissa, Sant'Agostino, Sant'Ambrogio di Milano, Giovanni di Damasco e altri Padri della Chiesa scrissero le omelie sulla festa dell'Epifania.

Le prime rappresentazioni del Battesimo del Signore risalgono all'inizio del III secolo (gli affreschi delle cripte di Lucina e dei Cubicoli dei Sacramenti nelle catacombe di San Callisto a Roma, nei primi decenni del III secolo), sul sarcofago di Santa Maria Antiqua. La scena del battesimo di Gesù Cristo è raffigurata sul mosaico nello zenit della cupola del battistero deglli Ortodossi (V secolo) e del Battistero degli Ariani a Ravenna (V - VI secolo), nella miniatura del Vangelo di Rabbula del 586 (Firenze, Laurent, Plut. I, 56, fol. 4 v.), sul rilievo del trono episcopale di Massimiana a Ravenna (546-554 ca), sull'ampolla del VI secolo (Washington, Dumbarton Oaks).

Lo schema iconografico è stato amplificato dal IV secolo, nel VI secolo appaiano gli angeli con le mani velati. Nell'arte bizantina la composizione originale del Battesimo di Gesù dal V - VI secolo si modifica e gradualmente si sviluppa. L'iconografia del Battesimo del Signore con alcune aggiunte nei dettagli rimase quasi costante durante i secoli.

Nell'iconografia dell'Epifania nel centro della raffigurazione è Cristo rappresentato nudo come era Adamo, l'uomo vecchio, ma nello stesso tempo è Adamo nuovo, l'uomo nuovo che è rinato da Dio. Come dice nel suo Sermone 39 San Gregorio Nazianzeno, "Cristo si fece battezzare per immergere nell’acqua tutto il vecchio Adamo". Cristo è immerso nelle acque del Giordano. All'interno delle acque spesso si rappresenta una figura antropomorfica - la personificazione del fiume Giordano, che si riferisce al Salmo 113 (114) 3: "Il Giordano ti vide e si volse indietro".

Gesù nella scena del Battesimo del Signore è rappresentato sullo sfondo del paesaggio roccioso. Gli angeli con le mani velate nell'adorazione manifestano che le forze celesti stanno venerando Gesù - vero uomo e vero Dio. San Giovanni il Precursore con la mano sinistra levata verso il cielo, vestito di pelli di cammello con la cintura di pelle, sta sulla riva del Giordano, ponendo sul capo di Gesù la sua mano destra. Nella parte superiore delle icone medievali si rappresenta il semicerchio con i raggi di luce ed un colomba che deve simboleggiare lo Spirito Santo. Come si canta nelle Ore durante la Vigilia dell'Epifania: "La Trinità, Dio nostro, oggi sei apparso indivisibile. Il Padre, infatti, ha dato una chiara testimonianza al Figlio, lo Spirito in forma di colomba è sceso dal Cielo, Il Figlio ha chinato il suo capo davanti al Precursore ed essendo stato battezzato ha riscattato l'umanità dalla schiavitù".

Mentre eri battezzato nel Giordano, o Signore,
si rendeva manifesta l'adorazione della Trinità;
la voce del Genitore, infatti, ti rendeva testimonianza,
chiamandoti Figlio diletto,
e lo Spirito Santo, sotto forma di colomba,
confermava la parola infallibile
(dall'inno della festa apolytikon)

di Yaryna Moroz Sarno

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