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Parrocchia ucraina a Roma

hiesa cattedrale

dei Santi martiri Sergio e Bacco e dell'icona di Nostra Signora di Žyrovici

Жировицька Богородиця

L’iconostasi

parafia0001a   Fino agli anni '60, la Chiesa dei Santi Sergio e Bacco aveva un'iconostasi esemplare a cinque ordini (fino a metà era fatta di marmo bianco, ed era interamente arricchita da elementi dorati e da 52 icone), realizzata nel 1897 a spese del metropolita di Halych, arcivescovo di Leopoli, vescovo di Kamianets Sylwester Cardinale Sembratowych (5 maggio 1885 - 4 agosto 1898), del vescovo di Peremysl, Sambir e Sianok Julian Pelesz (1891-1896) e del suo successore, vescovo di Peremysl, Sambir e Sianok Konstantyn Czechowicz (21 febbraio 1897 - 28 aprile 1915), e grazie al vescovo di Stanislav Julian Sas-Kuilovsky (22 settembre 1891 - 30 agosto 1899). Purtroppo, l’iconostasi fu distrutta e la maggior parte di essa scomparve senza lasciare traccia. Si conservano solo le porte reali e diaconali in ferro battuto, abilmente decorate con motivi di vite e con antiche icone di quattro evangelisti e di due arcidiaconi, Santi Lorenzo e Stefano. Le icone sulle porte sono dipinte ad olio su una base metallica rotonda, nello spirito dell'arte neoclassica italiana del XIX secolo. Lo sfondo di queste icone è di marrone scuro, fatta eccezione per gli aloni, realizzati con la vernice color oro antico. Il loro autore è Cesare Caroselli (1847-1927), discendente di una famosa famiglia di pittori romani. Le icone dell'iconostasi originale della chiesa dei Santi Sergio e Bacco furono da lui dipinte nel 1897. Sempre nello stesso periodo furono realizzati il tetrapode in marmo, la cattedra di legno e il tabernacolo.

L'attuale iconostasi a due ordini, realizzata in metallo, è stata installata il 16 agosto 1971. Le icone di Cristo, della Madre di Dio con il Bambino, di San Nicola, di Santo Principe Volodymyr uguale agli apostoli, di Santa Principessa Olga uguale agli apostoli e di Santa Genoveffa furono dipinte a olio nel 1943 da Oleksandr Savchenko-Bilsky (1900-1991) secondo lo stile dell'impressionismo francese con l’inserimento degli elementi nazionali ucraini. L'autore le aveva realizzate per l'iconostasi della Cattedrale greco-cattolica ucraina di San Volodymyr di Parigi. Tuttavia, nel 1972 nella chiesa parigina fu installata una nuova iconostasi, e le opere di O. Savchenko-Bilsky furono consegnate al Patriarca Josyp a Roma e anche oggi fanno parte dell'iconostasi della Chiesa dei Santi Martiri Sergio e Bacco.

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