Il Precursore del Signore dimostrò la forza nel suo combattimento, subì il carcere e le catene, testimoniando il nostro Redentore, perché doveva prepararne la strada, confermò con il martirio la testimonianza che aveva dato per il Signore. Giovanni è stato il cugino di Gesù, concepito tardivamente dai discendenti da famiglie sacerdotali Zaccaria ed Elisabetta. Giovanni, detto il Battista, il grande asceta, proveniente dalla famiglia sacerdotale, morì a causa della sua predicazione fra il 29 e il 32. Secondo il racconto dei Vangeli sinottici (Matt. 14:1-12; Mc 6:14-29), egli condannò pubblicamente la condotta di Erode Antipa, che conviveva con la cognata Erodiade, rimasta vedova di Filippo; il re lo fece prima imprigionare, poi, per compiacere la figlia di Erodiade, Salomè, che aveva ballato a un banchetto, lo fece decapitare. La data della morte, invece, avvenuta fra il 31 e il 32, si fa risalire alla dedicazione di una piccola basilica risalente al V secolo nel luogo del suo sepolcro, Sebaste di Samaria: in quel giorno, infatti, sembra sia stata ritrovata la sua testa che Papa Innocenzo II fa traslare a Roma nella chiesa di San Silvestro in Capite.
Venerato da tutte le Chiese cristiane e considerato santo da tutte quelle che ammettono il culto dei santi, Giovanni è una delle personalità evamgelica. La commemorazione liturgica della decapitazione di San Giovanni Battista nella Chiesa Bizantina che segue il calendario giuliano (detto vecchio) si celebra il 11 settembre.





