L'Arcangelo Michele (in ebr. מִיכָאֵל, Mîkhā'ēl "Chi è come Dio?") è uno dei sette arcangeli indicato come archistratega (dal greco αρχιστρατηγός, capo degli strateghi celesti), il vincitore nella lotta contro il male, difensore della verità e della giustizia a lode e gloria di Dio e del Suo Santo Nome. Nella Santa Scrittura l'Arcangelo Michele è stato chiamato "principe", "il capo dell'esercito del Signore" ed è ritratto come il principale combattente contro il diavolo e ogni illegalità tra le persone.
Nella tradizione veterotestamentaria San Michele è considerato come il principe degli angeli, il protettore potente del popolo eletto, che assiste con la forza divina. Nell'Antico e Nuovo Testamento si descrive l'Arcangelo Michele come il Combattente contro Satana e i suoi servi (Ap 12, 7; Zc 13, 1-2), difensore di quelli che seguivono il Signore (Dn 10, 13; 10, 20-21), protettore del popolo di Dio (Dn 12, 1: "il grande principe che vigila sui figli del tuo popolo"), il capo supremo dell'esercito celeste che difende i deboli e i perseguitati. L'Arcangelo Michele apparve a Giosuè come l'aiutante nella conquista della Terra Promessa dagli Israeliti (Giosuè 5:13); al profeta Daniele nei giorni della caduta del regno babilonese e dell'inizio della creazione del regno messianico (Dan. 10, 12:1). A Daniele fu predetto che l'Arcangelo Michele avrebbe aiutato il popolo di Dio durante il periodo dell'imminente persecuzione sotto l'Anticristo.
Nella lettera dell'apostolo San Giuda Taddeo (9) si menziona San Michele Arcangelo come l'avversario del maligno: "Michele Arcangelo, quando parlò con il diavolo, discutendo sul corpo di Mosè ... disse: "Il Signore ti punirà”. I riferimenti sull'Arcangelo sono in Is 2,1; 9, 5; 63, 9. Nell'Apocalisse di San Giovanni Evangelista sconfigge il drago (cap. 12, 7-9): "Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana che seduce tutta i popoli, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo".
La Sacra Scrittura racconta sugli Arcangeli che svolgono le missioni speciali affidati da Dio, glorificandolo incessantemente e contemplando il Suo volto; sull'apparizione degli angeli a varie persone, ma ne nomina solo alcuni con il proprio nome: gli arcangeli Michele, Raffaele e Gabriele, menzionati nei libri canonici della Scrittura. San Gabriele ("Forza di Dio") è stato mandato da Dio a rivelare a Daniele il del piano del Signore (Dn 8, 16; 9, 21-22), annunziare a Zaccaria della nascita di Giovanni Battista (Lc 1, 11-20) e a Maria di Gesù (Lc 1, 26-38). San Raffaele ("Dio ha guarito"), che sta fra i sette angeli davanti al trono di Dio (Tb 12, 15; Ap 8, 2), accompagnava e custodiva Tobia del suo viaggio e gli guarisce il padre cieco. Nel libro di Tobia, l'arcangelo Raffaele dice di sé: “Io sono uno dei sette angeli che offrono le preghiere dei santi e salgono davanti al volto del Dio santo” (Tv 12,15). Da qui parte la convinzione che in Paradiso ci siano sette arcangeli, uno dei quali è l'arcangelo Michele.
San Michele è menzionato nel testo apocrifo del Vangelo di Nicodemo. Sull'Arcangelo Micaele c'è scritto anche nella Leggenda aurea.
La venerazione per San Michele Arcangelo nell'Oriente risale al IV secolo. L'imperatore bizantino Costantino il Grande, che fu devoto al Sant'Arcangelo, edificò la cattedrale in onore di San Michele (il Micheleion) nella periferia di Costantinopoli. A Costantinopoli furano attorno 35 chiese, cappelle e monasteri dedicati a San Michele che sorsero durante l'intera esistenza della città. Il maggior numero di chiese dedicate a San Michel fu costruito nei secoli IV-VII, specialmente durante il regno dell'imperatore Giustiniano I (527-565) e poi durante il periodo della dominazione della dinastia macedone (867-1056). Un numero significativo delle chiese dedicati a San Michele ci trovavano in Asia Minore (principalmente in Frigia, Galazia e Bitinia).
Sia nella tradizione bizantina sia nella tradizione letteraria slava, la venerazione per San Michele spesso è congiunta all'arcangelo Gabriele, nonché a tutte le potenze incorporee. Nel Prologo (un libro liturgico) nello slavo ecclesiastico, tradotto dal Synaxarum bizantino nei secoli l'XI-XII la commemorazione dell' 8 novembre si intitolava "Sinassi degli Arcangeli" o "Sinassi degli Arcangeli Michele e Gabriele". Nella letteratura slava si diffuso "Il sermone lodevole ai Michele e Gabriele" scritta da Clemente, il vescovo di Ochrida.
Nel battesimo della Rus' di Kyiv i teologi dell'epoca videro la vittoria della luce sull'oscurità, proprio come l'Arcangelo Michele sconfisse il potere del diavolo e lo scacciò dal Cielo. Il culto micaelico si diffuse nella Rus' di Kyiv, dove era considerato il santo patrono dei sovrani, della famiglia principisca, patrono dell'antico dello stato di Rus' di Kyiv e della sua capitale - Kyiv, e in seguito, il protettore della nazione. Al nome di Michele arcangelo fu consacrato un altare laterale in Santa Sofia di Kyiv (ca 1037). Nella Cronica di Rus' sotto il 1093 è stata menzionata la chiesa di San Michele a Kyiv dove fu conclusa l'alleanza politica tra il principe di Kyiv Sviatopolk (con il nome di battesimo Michele) e Volodymyr Monomakho. Nel 1089 si menziona tra i devoti di San Michele metropolita Efremo di Pereyaslav che alla cattedrale (già esistente) di Michele a Pereyaslavl (ora Pereyaslav-Khmelnitsky) donò le sue grande offerte. Nel 1174 ca. duca di Cernigiv Svyatoslav Vsevolodovych costruì la chiesa al suo nome nella corte del principe a Cernigiv.
San Michele era venerato come il patrono celeste della famiglia principesca, dei sovrani, dei soldati e e il protettore di tutti cristiani. Il nome dell'arcangelo era molto popolare nella famiglia principesca. Svyatopolk Izyaslavich, granduca di Kyiv, nipote di gran principe Yaroslav il Saggio, fu battezzato con il nome Michael. Egli dedicò il monastero in nome dell'Arcangelo (San Michele dalle cupole d'oro a Kyiv (1108)). Alla fine dell'XI secolo era fondato un monastero di San Michele a Vydubyci che era uno dei santuari più famosi di Kyiv.
Un gran numero delle chiese sono dedicate in onore di San Michele Arcangelo in tutta Ucraina. Sono le due feste dell'Arcistratega San Michele nell'anno liturgico della Chiesa orientale: il 6 (19) settembre - "Ricordo del miracolo di Chonae" e il 8 (21) novembre - "Sant'Arcangelo Michele e le Milizie Celesti ".
La devozione del popolo ucraino verso San Michele si evidenzia con le sue immagini su sigilli principeschi, stemmi, ondulazioni militari, nell'araldica ancestrale, nelle dediche delle chiese e nelle icone. L'immagine del santo Arcangelo veniva spesso usata sulle insegne cosacche. Nel XVII scolo il korogva (bandiera) con l'immagine dell'Arcangelo Michele divenne il simbolo più alto di tutto lo stato ucraino. La rappresentazione di San Michele si trova sugli stemmi di Kyiv ed altre città ucraine: Vasylkiv, Gadyach, Kaniv, Tarashchy, Cherkasy, Chyhyryn.
Nel programma iconografico della decorazione bizantina e anche nelle antiche cattedrali ucraini le immagini di San Michele occupavano il primo posto nelle zone superiori o nella cupola (per esempio il mosaico della cttedrale di Santa Sofia a Kyiv). Tra più antichi i cicli conservati dedicati a San Michele Arcangelo sono gli affreschi nella cappella intitolata a San Michele a Santa Sofia a Kyiv che risalgono all'XI secolo. L'immagine dell'arcangelo nelle antiche icone ucraina è profondamente simbolica, caratterizzata dallo schema e dagli elementi bizantini. Molto popolare nell'arte medievale ucraina divenne l'iconografia dell'arcangelo con le scene dei suoi atti. L'arcangelo si raffigurava spesso in posizione statica in abiti da dignitario di corte a figura intera che irradia la forza interiore. Il santo guerriero vestito in una tunica o in armatura militare con una lancia o una spada. Il viso è incorniciato da capelli ricci e ben incastonati che le ricadono sulle spalle. Secondo il canone bizantino, l'Arcangelo Michele è ritratto con una sfera trasparente nelle mani, un simbolo di lungimiranza dato all'Arcangelo da Dio. Dal XVII secolo, con l'influenza dell'arte occidentale, maturano nuove varianti iconografiche, motivo per cui la bilancia divenne un altro attributo nelle mani dell'Arcangelo, perché al Giudizio Universale peserà le azioni buone e cattive delle persone (c.d. psicostasia (o psicostasi), la «pesatura delle anime» (gr. ψυχοστασία)). Questo motivo deriva dagli apocrifi veterotestamentari (in particolare l'Ascensione di Mosé).
a cura di Yaryna Moroz Sarno





