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Parrocchia ucraina a Roma

hiesa cattedrale

dei Santi martiri Sergio e Bacco e dell'icona di Nostra Signora di Žyrovici

Жировицька Богородиця

CHIESA GRECO-CATTOLICA UCRAINA

La Chiesa greco-cattolica ucraina (CGCU) è una Chiesa di rito e patrimonio liturgico-teologico bizantino, che mantiene la comunione con la Chiesa di Roma.

La Chiesa greco-cattolica ucraina è una delle chiese successore del cristianesimo accetato dal Principe Volodymyr il Grande di Kyiv nel 988.

Nel 1596 il Metropolita di Kyiv Michael Rogoza, assieme a cinque vescovi e tre archimandriti ha firmato l’Unione di Brest in una chiesa di san Nicola a Brest Litovsk (città dell’odierna Bielorussia). Secondo gli articoli dell’Unione di Brest la Metropolia di Kyiv entrava nella piena comunione con la Chiesa di Roma.

II nome di Chiesa greco-cattolica ucraina fu dato nel 1774 da parte del governo Austro-ungarico e dall’imperatrice Maria Teresa per distinguere la Chiesa ucraina dalla Chiesa Romana e Chiesa armeno-cattolica. Così la parola “greco” nel titolo della Chiesa indica la tradizione liturgico-teologica della Chiesa (cioè la Chiesa di rito bizantino, greco in altre parole); e la parola “cattolica” afferma che la Chiesa ucraina è nella comunione con il Vescovo di Roma.

II capo della Chiesa – Sua Beatitudine il Patriarca Sviatoslav (Shevchuk).

La sede patriarcale – Kyiv (la capitale dell’Ucraina).

La Chiesa greco-cattolica ucraina segue il calendario giuliano.

II numero dei fedeli è di circa 6,5 milioni.

La Chiesa greco-cattolica ucraina ha numerose metropolie, arcieparchie, eparchie ed esarcati apostolici anche al di fuori dell’Ucraina, in Europa, America, Australia. In totale ci sono 33 eparchie.

Divina Liturgia di rito bizantino ad Ostia

110230182 3451212654923671 1755517413712687667 oOgni domenica ad Ostia, alle ore 12:30, si celebra la Divina Liturgia di rito bizantino ed in ucraino nella chiesa:
Cappella San Nicola di Bari al Borghetto dei Pescatori
Via delle Quinqueremi S.N.C.
Lido di Ostia (ROMA)

 

Vicino la fermata: Stella Polare (circa 900 metri a piedi)

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L'originale dell'icona miracolosa della Santissima Madre di Dio di Žyrovici

Maci Božaja Žyrovickaja ŽyrovičyL'icona della Santissima Madre di Dio di Žyrovici è la più piccola delle icone miracolose della Theotókos di tipo Eleousa (Tenerezza). Le sue dimensioni sono 43x56 mm. L'icona è fatta in pietra semicircolare di diaspro trasparente, di colore grigio-bluastro tendente al dorato. Essa rappresenta l'immagine della Madre di Dio (Deipara in latino) che reca il Bambino Gesù nel suo braccio destro, ed è realizzata in rilievo con l’incisione piatta. Attorno, lungo il bordo, vi erano scolpite le parole della preghiera in slavo ecclesiastico: "Più venerabile dei Cherubini, e incomparabilmente più gloriosa dei Serafini, in modo miracolato il Dio Verbo hai generato, la realmente Theotókos, te noi magnifichiamo", che oggi non sono più visibili.

Secondo la leggenda, questa icona apparve nel 1470 nel villaggio di Žyrovici (ora è un villaggio del distretto di Slonim, nella Regione di Grodno, Bielorussia) in una foresta di proprietà di un nobile bielorusso, Oleksandr Soltan, tesoriere di corte del Granducato di Lituania. I pastori notarono una luce insolita e forte brillare oltre i rami dell’albero di pero ubicato sopra la sorgente che sgorgava dalla montagna. Dopo essersi avvicinati, videro sull'albero una piccola icona della Madre di Dio avvolta da una luce radiosa. I pastori presero con riverenza l'icona e la portarono ad Oleksandr Soltan.

Inizialmente, il nobile non diede molta importanza a questo ritrovamento e nascose l’immagine nella sua abitazione. In seguito però si scoprì che l'icona era scomparsa dalla casa di Soltan per presto riapparire di nuovo sullo stesso albero. Vedendo questo evento come un segno di Dio, il tesoriere costruì una piccola cappella sul sito del ritrovamento, in cui fu collocata l'icona stessa. Qualche mese dopo, sempre a spese di Oleksandr Soltan, sul luogo di apparizione fu costruita una grande chiesa lignea della Dormizione.

Nel 1520, nonostante gli sforzi della gente del posto di spegnere l’incendio nella chiesa, quest’ultima andò completamente distrutta. Tutti pensarono che l'icona non ci fosse più. Ma ecco che una volta, tornando a casa dalla scuola, alcuni bambini del villaggio videro una Signora di straordinaria bellezza illuminata dalla luce radiosa e seduta su una pietra vicino al tempio bruciato, che teneva in mano l'icona da tutti creduta scomparsa.

Quindi l'immagine della Madre di Dio fu temporaneamente collocata nella casa del prete. Al posto della pietra su cui sedeva la Vergine, il nipote di Oleksandr Soltan, Ivan, costruì una piccola chiesetta di legno. In seguito, a causa dell'afflusso dei pellegrini, vi fu eretta una grande chiesa lignea, e l'icona miracolosa fu trasferita lì. Intorno al 1526, presso la chiesa fu fondato il monastero maschile della Dormizione. La costruzione della chiesa in pietra, invece, fu avviata da Ivan Soltan intorno al 1540, che però non riuscì a completarla. Dopo aver acquistato Žyrovici dalla famiglia Soltan, la chiesa e il monastero furono completati dal nobile Ivan Meleshko che nel 1613 li consegnò ai monaci basiliani, in particolare, al santo martire Josaphat Kuntsevych († 12 novembre 1623).

Maci Božaja Žyrovickaja, Žyrovičy. Маці Божая Жыровіцкая, Жыровічы (XIX).jpg
Nel 1622, il monaco del monastero basiliano di Žyrovici, lo ieromonaco Teodosio Borovyk, scrisse il libro con il titolo "Storia, o narrazione di molte persone degne di fede, sull'immagine della miracolosa Beata Vergine Maria di Žyrovici del distretto di Slonim, del tutto coerente, brevemente descritta e con grande fatica e zelo raccolta da padre Teodosio peccatore”. È la principale fonte di informazioni più antiche che riguardano l'icona miracolosa, la costruzione della chiesa sul posto della sua apparizione, e infine, la fondazione del monastero.

Nel 1653, lo ieromonaco Josaphat Dubyanetsky, OSBM, approntò un altro studio sull’icona di Žyrovici: "L'immagine della miracolosa Santissima Madre di Dio di Žyrovici". In questo lavoro vengono descritti i miracoli accaduti a diverse persone durante la loro preghiera davanti all'icona.

A causa del gran numero di guarigioni avvenute davanti all'icona della Madre di Dio di Žyrovici e alla sua copia di Roma, nel 1726, durante il pontificato di Papa Benedetto XIII (29 maggio 1724 - 21 febbraio 1730) fu presa la decisione di mettere le corone d’oro sopra il capo di Gesù Bambino e quello della Vergine Maria di Žyrovici nella chiesa dei Padri dell'Ordine di San Basilio Magno della Metropolia di Kyiv". Grazie all’impegno dello ieromonaco Venedykt Trulevych, l’allora procuratore dei metropoliti di Kyiv a Roma, sempre a Roma furono realizzate le corone d'oro benedette da papa Clemente XII (12 luglio 1730 - 6 febbraio 1740), che la principessa Anna della famiglia Sangushko, vedova di Karol Radziwill, decorò con le pietre preziose. L'incoronazione ebbe luogo il 19 settembre 1730 a Žyrovici.

Il metropolita di Kyiv, Halych e di tutta la Rus’ Lev Kyshka (17 settembre 1714 - 19 novembre 1728) fissò la data di incoronazione dell'icona miracolosa della Santissima Madre di Dio di Žyrovici per l'8 settembre 1728 ma, a causa degli eventi politici, fu costretto a rimandarla. La corporazione fu dunque completata nel 1730 dal suo successore, il metropolita Atanasio Sheptytsky (18 agosto 1729 - 12 dicembre 1746), insieme ai vescovi Teodosio Godebsky, di Volodymyr e Brest (1730 - 12 settembre 1756), Yuriy Bulgak di Pinsk e Turov (1730 - 12 marzo 1769) e con la numerosissima presenza dei fedeli di entrambi i riti (greco e latino).

Durante la Prima guerra mondiale, l'icona fu portata a Mosca, e nei primi anni ’20 del XX secolo fu restituita alla chiesa del monastero di Žyrovici. Oggi è collocata nella cattedrale di Dormizione della Santissima Madre di Dio del monastero di Žyrovici.

Per i cattolici ucraini in Italia un Esarcato Apostolico

Il Santo Padre ha eretto l’Esarcato Apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia. Il Papa ha nominato Amministratore Apostolico sede vacante dell’Esarcato per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia il Card. Angelo De Donatis, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

La presenza di fedeli greco-cattolici ucraini in Italia risale a più di vent’anni fa, e la loro cura pastorale fu progressivamente organizzata all’interno del Servizio Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana, con la nomina di un sacerdote coordinatore nazionale e la responsabilità delle singole comunità affidate al locale Vescovo latino. Il collegamento con la Chiesa Arcivescovile Greco-cattolica Ucraina è stato garantito anche attraverso la persona di un Vescovo Visitatore Apostolico, attualmente nella persona di Mons. Dionisio Lachovicz.

Ad oggi il numero di fedeli ha raggiunto le 70.000 unità, suddivise in 145 comunità assistite da 62 sacerdoti. I confini della circoscrizione si estendono all’intero territorio italiano. La chiesa cattedrale e la sede dell’Esarcato saranno presso la parrocchia dei Santi Sergio e Bacco in Roma

 

http://www.esarcato-apostolico-ucraino.it/

Preghiera alla Madre di Dio, glorificata nell'icona miracolosa di Žyrovici

Maci Božaja ŽyrovickajaPrima
O Madre di Dio, Consolatrice dei bisognosi! Ti veneriamo nell'icona di Žyrovici, da cui irradi la tua luce gentile e ci mostri la pienezza di gentilezza, tenerezza, speranza e amore. A Te ricorriamo, pregando per la guarigione dei malati, per il rafforzamento della fede, il pentimento dei peccatori, l'armonia nelle famiglie, l'unità e la solidarietà con tutti i cristiani e la prosperità per il mondo intero. Benedici e proteggi, prega e intercedi presso tuo Figlio Gesù Cristo per tutti noi.

Seconda
O Misericordiosa Signora, Vergine Maria! Con quali labbra toccherò la Tua immagine sacra, e con quali parole confesserò la Tua generosità che hai mostrato agli uomini? Perché nessuno, che a Te ricorre, rimane inascoltato e senza aiuto. Da quando ero giovane cerco il Tuo aiuto e protezione, e non sono mai stato privato della Tua misericordia.

Guarda, o Signora, il dolore del mio cuore e vedi le ferite della mia anima. E ora, chinando la testa, in piedi davanti alla Tua immagine purissima, Ti porto le mie preghiere: non privarmi dell’intercessione onnipotente nel giorno del mio dolore, e nel giorno della mia tristezza intercedi per me. Non allontanarTi dai fiumi delle mie lacrime, o Signora, e riempi il mio cuore di gioia. Sii il mio rifugio e la protezione, o Misericordiosa, e illumina la mia mente con il raggio della Tua luce.

Prego non solo per me, ma anche per quelli che ricorrono alla Tua intercessione. Preserva la Chiesa di tuo Figlio nella bontà, e proteggila dagli attacchi malvagi dei nemici che si ribellano contro di essa. Manda il Tuo aiuto ai nostri gerarchi nell'apostolato e mantienili in salute e in lunga vita, in modo che possano insegnare sinceramente la parola della verità del Signore.

Chiedi per i pastori a Dio, tuo Figlio, lo zelo e la cura delle anime del gregge a loro affidato; manda loro lo spirito di ragione e di pietà, di purezza e di verità divina.

Chiedi a Dio, o Signora, la saggezza e la forza per la nostra suprema autorità e per i governatori, la verità e l'onestà per i giudici, e chiedi per tutti coloro che si rivolgono a Te lo spirito di purezza, di umile saggezza, pazienza e amore.

Ti prego anche, o Misericordiosa, di prendere il nostro paese sotto il velo della Tua grazia e di preservarlo dalle calamità, dall'invasione dei nemici e dai conflitti interni, affinché tutti coloro che ci vivono in pace e amore, possano avere una vita tranquilla e spensierata e, ereditando le benedizioni eterne con le Tue preghiere, possano lodare Dio in cielo insieme a Te per sempre. Amen.

Sacerdoti

Rettori della Chiesa dei ss. Sergio e Bacco

Nel 1939 Papa Urbano VIII concesse la chiesa dei Santi martiri Sergio e Bacco ai Procuratori (rappresentanti ufficiali) della Metropolia di Kyiv e il complesso attaccato alla chiesa divenne ospizio per i pellegrini e luogo dell’abitazione dei Procuratori che portarono il titolo del Rettore della chiesa.


Dal 1639 fino al 1829 i monaci dell’Ordine di San Basilio Magno svolsero il servizio dei rettori della chiesa dei ss. Sergio e Bacco.

1639 - 1651 – BOROVYK Philippus
1651 - 1656 – BENKOVSKYJ Gregorius
1656 - ???? – BILOZOR Marcianus
1665 - 1669 – PІETKEVYCZ Josephus
1669 - 1674 – MICHNEVYCZ Josaphat
1674 - 1689 – DE CAMILLIS Josephus
1689 - 1696 – FYLYPOVYCZ Polycarpus
1696 - 1709 – PIESZKEVYCZ Silvester
1710 - 1712 – KRUSZEVYCZ Hilarion
1712 - 1726  – TRULEVYCZ Benedictus
1726 - 1729 – ŻYRAVSKYJ Patricius
1729 - 1736 – KULCZYNSKYJ Ignatius
1736 - 1740 – ZAVADSKYJ Maximilianus
1740 - 1744 – STEBNOVSKYJ Caesarius
1744 -1747 – CZARKOVSKYJ Athanasius
1747 - 1752 – ZNOJOVSKYJ Ianuarius
1752 - 1757 – BOSKOVYCZ Basilius
1757 - 1760 – OZEMKEVYCZ Hieronymus
1760 - 1772 – WOLODZKO Ignatius
1772 - 1780 – KORCZYNSKYJ Hierotheus
1780 - 1789 – ZELENKA Vincentius
1789 - 1827 – MICKEVYCZ Jordanus
1827 - 1829 – WILCZYNSKYJ Anatolius


Dopo la morte del padre Anatolii WILCZYNSKYJ temporaneamente si interruppe la presenza a Roma dei Procuratori della Metropolia di Kyiv. Aministratori dell’ospizio e Rettori della chiesa diventarono i sacerdoti del rito latino. Nel 1897 presso la chiesa dei ss. Sergio e Bacco fu fondato il Pontificio Collegio Ruteno (ora Pontificio Collegio Ucraino di San Giosafat). I rettori del Collegio svolsero сontemporaneamente il servizio dei Rettori della chiesa dei ss. Sergio e Bacco. I primi Rettori del Collegio e della chiesa furono i gesuiti e dal 1904 questo servizio fu dedicato ai monaci dell’Ordine di San Basilio Magno.


1897 - 1899 – ISOLANI Roberto, S.J.
1899 - 1904 – POLIDORI Eugenio, S.J.
1904 - 1905 – LOZYNSKYI Arsenii
1905 - 1908 – DAVYDA Adriian
1908 - 1925 – BEREZOVSKYI Lazar
1925 - 1932 – HOLOVETSKYI Dionysii Dmytro


Nel 1932 il Pontificio Collegio Ucraino di San Giosafat fu trasferito nella nuova sede e la chiesa dei ss. Sergio e Bacco con l’ospizio divenne la casa generalizia del dell’Ordine di San Basilio Magno. Rettori della chiesa dal 1932 furono i padri …


1932 - 1944 – TKACHUK Dionysii Dmytro
1944 - 1946 – HOLOVETSKYI Dionysii Dmytro
1946 - 1949 – KINAKH Hlib Hryhorii
1949 - 1952 – HALUSHCHYNSKYI Teodosii Tyt
1953 - 1960 – MYSKIV Pavlo Petro


Il 9 luglio 1960 la casa generalizia dell’Ordine di San Basilio Magno era trasferita nella nuova sede sul Aventino e la chiesa con l’ospizio era venduta al Pontificio Colegio Pio Latino Americano. Nel 1970 il Patriarca Josyf Slipyi ha ricomprato la chiesa e l’ospizio. Il 8 settembre 1970, secondo la richiesta del Cardinale Slipyi, il Vicario di Sua Santità ha creato a Roma la Parrocchia personale per ucraini cattolici di rito bizantino che abitano sul territorio della Diocesi di Roma. La Parrocchia ss. Sergio e Bacco degli ucraini era riconosciuta dallo Stato Italiano nel 1976 e da quel anno Vicario di Sua Santità nomina per la chiesa dei ss. Serio e Bacco il Parroco e dal 2000 anche il Vicario Parrocchiale.


25 febbraio 1976 - 13 novembre 2001 – Don Ivan MUZYCHKA, parroco
01 settebre 2000 - 13 settembre 2004 – Don Volodymyr VOLOSHYN, vicario parrocchiale


14 novembre 2001 - 31 gennaio 2005 – Don Vasyl ZEIKAN, parroco
14 settembre 2004 - 21 febbraio 2009 – Don Adrian CKUJ, vicario parrocchiale


01 febbraio 2005 - 29 luglio 2009 – Don Mykhaylo KHROMYANCHUK, parroco
02 aprile 2009 - 16 ottobre 2014 – Don Yaroslav SEMEHEN, vicario parrocchiale


01 marzo 2009 - 31 dicembre 2010 – Don Andriy CHORNENKO, collaboratore parrocchiale


30 luglio 2009 - 30 novembre 2013 – Don Ivan KULYK (attuale Vescovo dell'Eparchia di Kamyanets-Podilskyi degli Ucraini), amministratore parrocchiale
01 dicembre 2013 - 06 ottobre 2019 – Don Ivan KULYK, parroco
17 ottobre 2014 - 31 marzo 2018 – Don Petro KVYCH, vicario parrocchiale
01 aprile 2018 - 06 ottobre 2019 – Don Taras OSTAFIIV, vicario parrocchiale


07 ottobre 2019 - fino ad oggi – Don Taras OSTAFIIV, parroco
01 febbraio 2020 - fino ad oggi – Don Ruslan SIDELNYK, vicario parrocchiale

 

 

Santi martiri Sergio e Bacco

Serhi i Vaksh povnaQuesti due santi martiri orientali, ebbero nell’antichità una grande venerazione sia in Oriente che in Occidente, benché le notizie che li riguardano hanno scarso valore storico, ad ogni modo di esse rimangono redazioni in diverse lingue.

Sergio e Bacco erano soldati delle Legioni di confine, ed occupavano un alto grado nel palazzo di Massimino Daia († 313), divenuto Cesare nel 305 con il governo dell’Oriente; accusati come cristiani da nemici invidiosi, furono condotti al tempio di Giove ed invitati a sacrificare, ma essi rifiutarono, venendo così degradati e fatti girare per dileggio per le vie della città, vestiti da donna.

Lo stesso imperatore fece invano un tentativo di farli apostatare, essi poi furono inviati da Antioco, prefetto della Provincia Siro-Eufratese, perché fossero uccisi.

Nel ‘castrum’ di Barbalisso, Bacco fu sottoposto ad una cruenta flagellazione, tanto spietata che sotto i colpi morì; il suo corpo fu lasciato insepolto, ma di notte i cristiani lo raccolsero seppellendolo in una grotta vicina.

Sergio invece fu costretto a camminare con dei chiodi conficcati nei piedi, attraverso i ‘castra’ di Saura, Tetrapirgio e Rosapha, finché in quest’ultima città fortificata venne decapitato.

Venne sepolto nello stesso luogo del martirio e sulla sua tomba venne eretta una piccola chiesa; quando finite le persecuzioni, tornò la pace anche per i cristiani, accanto al ‘castrum’ di Rosapha, fu costruita una grande chiesa, in cui venne trasferito il corpo del martire, nel giorno anniversario della sua morte, il 7 ottobre.

Il culto per Sergio fu certamente più diffuso, lasciando talvolta in ombra quello di Bacco; a testimonianza che essi furono uccisi a pochi giorni l’uno dall’altro, in Siria venivano celebrati il 1° ottobre (Bacco) e il 7 ottobre (Sergio) ma poi la celebrazione venne unificata al 7 ottobre, sia in Oriente che in Occidente.

Ad aumentare il culto per s. Sergio, contribuì senz’altro la costruzione della grandiosa basilica nella Frigia, nel secolo V, da parte del vescovo Alessandro di Gerapoli; attorno al tempio divenuto meta di pellegrinaggi e al quale accorrevano anche le tribù nomadi a sud dell’Eufrate, si formò un villaggio che Giustiniano imperatore, chiamò Sergiopoli, arricchendolo di molte opere come acquedotti e fortezze.

I miracoli avvenuti a Sergiopoli, diffusero il culto anche in Occidente, mentre in tutti gli Stati Medio-Orientali, sorsero tante chiese dedicate a s. Sergio; le reliquie proprio per questa diffusione, erano sparse dappertutto. Chiese in loro onore esistevano anche a Roma e Ravenna; nel periodo bizantino Sergio e Bacco furono invocati come protettori delle milizie e nei secoli dal VI all’XI sono stati sempre effigiati come ufficiali con la collana d’oro dei dignitari di corte.

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Parrocchia ucraina a Roma